Vista su Torino e sull'arco alpino dal Colle della MaddalenaSi parte dalla spianata in cima al colle della Maddalena, la vetta più alta della collina di Torino con 715 metri s.l.m., dalla quale, nelle giornate più serene, si può godere uno splendido panorama sulla città e sull’arco alpino. Il piazzale è sormontato dall’imponente statua-faro della Vittoria alata, commissionata nel 1928 dal senatore Giovanni Agnelli allo scultore Edoardo Rubino e donata alla città per commemorare il decennale della vittoria nella Prima Guerra. Con i suoi 18,50 metri d’altezza, che poggiano su altri 8 metri di basamento rivestito di pietra, era, al momento della sua costruzione, la più grande statua al mondo interamente in bronzo, per la cui fusione ne furono impiegate circa 25 tonnellate. Il trasporto ed il montaggio della statua in una posizione così impervia richiesero lo spianamento della punta del colle, l’allargamento per alcuni chilometri della strada d’accesso e la costruzione di un “castello” in legno per il sollevamento delle parti costitutive. L’epigrafe riportata ai piedi della statua fu scritta da un amico del senatore, il poeta Gabriele D’Annunzio, che annotò i versi a margine di un disegno della Vittoria alata del Rubino. Nel punto del piazzale in cui è migliore il panorama sulla città e sull’arco alpino fu collocata una tavola d’orientamento in granito di Baveno (lo stesso del basamento della statua) con una lastra d’ottone, ora piuttosto consumata, per consentire ai visitatori di individuare con una rosa dei venti e tre cerchi la direzione delle principali cime alpine, città italiane ed europee. In luogo della statua vi era prima un’ara votiva in travertino posta il 20 settembre 1925, giorno in cui il Parco della Rimembranza fu inaugurato dal re Vittorio Emanuele III e poi ricollocata in posizione inferiore in piazzale Gorizia.
La statua-faro della Vittoria Alata vista di fronteA contendersi il primato in altezza con la statua aumentano anno dopo anno i tralicci sormontati da centinaia di antenne radio televisive la cui presenza ha portato alla chiusura del parco giochi sottostante. Vicino alla tavola d’orientamento si imbocca in discesa il sentiero rosso del parco che coincide in questo tratto con il sentiero GTC (Grande Traversata della Collina) ed è costellato di targhette metalliche che ricordano i nomi dei quasi 5000 caduti torinesi nella Grande Guerra e di alberi d’ogni specie che in loro memoria furono piantati. Dopo pochi metri si devia a destra seguendo le indicazioni dell’Anello Verde. Il percorso all’interno del Parco della Maddalena è ben segnalato, anche per evitare di passare nei tratti destinati esclusivamente alle biciclette. Si prosegue fino all’altezza del pannello informativo dell’Anello Verde che descrive gli alberi del bosco e il Sentiero Natura, qui si svolta a destra in direzione Eremo uscendo dal parco lungo il sentiero 12.
Si percorre un tratto di bosco piuttosto pianeggiante lungo la curva di livello, solcato perpendicolarmente dai frequenti rivi formati da alcune sorgenti e dalla raccolta delle acque piovane. Uscendo dal bosco si incontrano le prime case e si raggiunge così il tratto su asfalto di Strada del Colle che imbocchiamo in discesa a sinistra. Pochi metri e svoltiamo a destra in direzione Pecetto. Percorrendo questo tratto ci troviamo di fronte ad altri giganteschi piloni, sono le antenne del Centro Trasmittente Eremo della RAI e, poco distante, sul Bric della Croce, quelle dell’Aeronautica Militare. In questa zona il percorso dell’Anello Verde passa per un breve tratto al di fuori dei confini cittadini per varcare il territorio del comune di Pecetto Torinese. Siamo al Colle dell’Eremo dove la strada si allarga e trova posto una fontana in pietra che ricorda nella forma un obelisco, eretta verso la fine degli anni Quaranta durante la costruzione di questo tratto di acquedotto municipale e mai messa in funzione. Un edificio con torre sorto per ospitare un albergoDi fronte alla fontana oltre il fitto bosco recentemente sfoltito, si scorge un edificio d’inizio Novecento che ospitava una casa di ricovero per giovani con problemi familiari. Dalla costruzione emerge una larga torre a pianta circolare su cui si innesta la parte residenziale ed a cui è addossata una piccola cappella. Proseguendo ai margini della strada principale, Strada Eremo, passata la villa troviamo a destra l’imbocco dei sentieri 32 e 33, coincidenti con un tratto della GTC, che conducono verso l’abitato di Pecetto. Il sentiero 32 in particolare passa per uno dei maggiori siti archeologici della collina: Bric San Viter (623 m s.l.m.). Dal 1992 il Gruppo Archeologico Torinese con la direzione della Soprintendenza ai beni archeologici del Piemonte ha condotto scavi e ricerche in questo luogo. Si è rivelata una complessa stratigrafia che alterna diversi periodi storici partendo sin dall’età del Ferro (V-III secolo a.C.) con la popolazione celto-ligure dei Taurini. Resta ben visibile il basamento in pietra di una antica torre posta a difesa del probabile villaggio, mentre i più significativi ritrovamenti di ceramiche, pietre lavorate e oggetti metallici sono esposti presso il Museo di Antichità di Torino.L'insediamento archeologico di Bric San Viter

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