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L’Anello Verde: a piedi fra natura e meraviglia

“Nulla dev’essere inaspettato. Bisogna sperare qualsiasi cosa.” 

Almeno questo è ciò che pensava 2400 anni fa un signore di nome Euripide, che di mestiere scriveva drammi, anche se qui dimostra una certa fiducia nelle cose della vita. Ci sono piccole sorprese, però, che sono capaci di incantare anche gli spiriti più accorti, quelli meno facili a meravigliarsi. C’è un posto, ad esempio, a due passi dal centro di una grande città, dove i sentieri s’infilano fra grandi boschi fittissimi e gli unici suoni che si sentono sono il mormorio delle acque di un rivo o il verso degli uccelli. 

 Un grande paesaggio naturale, ricco di una fauna e di una flora preziose, di una storia illustre e di luoghi inaspettati. Questo posto è la collina di Torino, l’imponente cornice verde che si affaccia sul Po ad est della città e la racchiude per tutta la sua lunghezza. 
“Nel XIV secolo sarebbe stata follia l’avventurar la persona e la roba in residenze tanto selvagge, e lontane da ogni speranza di soccorso”, scrive lo storico Luigi Cibrario nel 1846. Aveva certamente ragione, ma ai suoi tempi la collina era già da secoli luogo di residenze nobiliari, case di villeggiatura dell’aristocrazia sabauda e, più tardi, dei ricchi borghesi cittadini. Da luogo impervio e selvaggio a territorio d’elezione per autentici vip dell’epoca, costellato di grandi “vigne” barocche e giardini da sogno: ancora oggi, la collina conserva intatta la sua aria di nobiltà. Eppure si può dire che non sia mai stata così “democratica”. Da molti anni, infatti, l’Amministrazione di Torino sta portando avanti un progetto di valorizzazione del territorio, e ha realizzato un percorso escursionistico unico nel suo genere, l’Anello Verde: un tracciato circolare lungo ben 34 km che, riunendo insieme molti antichi sentieri, attraversa parchi naturali, giardini e boschi, costeggia ville padronali (la stupenda Villa della Regina, o Vigna Borbonese con la sua ricercata architettura), chiese e basiliche (l’imponente Superga), s’inerpica sugli alti bric che arrivano sin oltre i 700 metri offrendo panorami realmente impagabili, e ridiscende infine verso il fiume.

 

 

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