La Gran Madre di Dio e sullo sfondo il Monte dei CapucciniLe chiese costruite in collina hanno in comune la posizione della facciata rivolta verso la città e spesso sono situate in eccellenti punti panoramici. Solo la chiesa di Cavoretto non segue questa regola e volta le spalle a Torino, ma il piccolo borgo è rimasto giuridicamente indipendente dalla città fino al 1889. Le chiese collinari di San Vito, Reaglie e Mongreno, inoltre, avevano accanto i relativi cimiteri poi soppressi nel 1896.

Le chiese che si incontrano lungo l’itinerario sono:

✝San Vito
✝Santa Maria Maddalena
✝Assunzione di Maria Vergine in Reaglie
✝San Grato in Mongreno
✝Basilica di Superga
✝Madonna del Pilone
✝Gran Madre
✝Monte dei Cappuccini

 

La cappella del Beria Grande lungo la salita verso SupergaLa collina era costellata di cappelle fatte erigere dai proprietari nei pressi delle vigne, spesso ubicate a contatto con la strada lungo la recinzione, con un accesso pubblico per gli abitanti del luogo e uno interno per la famiglia del proprietario. I piccoli edifici sacri, alcuni dei quali si sono conservati fino ai giorni nostri, presentano taluni una semplicità tipica degli ambienti rurali, altri sono dei veri e propri capolavori in miniatura ad opera di illustri architetti come Guarino Guarini, Benedetto Alfieri e Bernardo Vittone. A quest’ultimo ad esempio è attribuita la Cappella del Paradiso, con la sua pregevole facciata barocca, che orna Villa Bertolazone d’Arache. Erano dedicate ai santi cui la popolazione si votava secondo la tradizione per ottenere la guarigione da malattie (Sebastiano, Rocco, Carlo), l’abbondanza nel raccolto (Grato, Ippolito, Martino, Vincenzo) e la protezione dalle guerre (Barbara e Michele).

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